Dalla prefazione di Andrea Gobetti: “… Leni Riefenstahl fu l’unica donna al centro di una delle più audaci e capaci troupe cinematografiche mai viste al mondo”.
Sul ghiaccio saliva Hans Ertl, in cielo si librava l’asso dell’aviazione Ernst Udet e sugli sci volavano Hannes Schneider, Louis Trenker e Hans Schneeberger. Accanto a loro si muovevano personaggi improbabili come il poliziotto radiotelegrafista Sepp Rist che la Riefenstahl trasformò in attore facendo infuriare e poi ricredere il Dr. Fanck. Tra loro spiccava senz’altro “il vagabondo del Monte Bianco”, un giovane di Berlino che, saputo dai giornali quel che stava facendo la troupe, e senza aver mai visto prima una montagna, partì in bicicletta e raggiunse la compagnia sui ghiacciai francesi con dodici marchi in tasca: diventerà il segretario di Leni Riefenstahl.
I Bergvagabunden, i “Vagabondi delle Montagne” narrati da Hans Ertl, avevano trovato un mestiere. Eroi ancora allo stato di primitiva innocenza furono i predecessori dei “Vagabondi del Dharma” immortalati da Jack Kerouac che sciameranno sulle pareti dello Yosemite…”
Tradotto per la prima volta in Italiano da Maria Antonia Sironi e Paolo Ascenzi, il libro è un importante documento della cinematografia di montagna dell’epoca e della vita di una delle sue più discusse protagoniste.
ISBN: 9788832260366
Dimensioni: 13 x 20
Pagine: 152
Tra le poche registe della Germania nei primi anni del Novecento, spicca prepotente il nome di Helene Bertha Amalie Riefenstahl, detta Leni. Nata nel 1902 a Berlino, fu avviata alla carriera artistica dalla madre. Studiò all’Accademia delle Belle Arti di Berlino e lavorò come danzatrice nei più importanti teatri europei finché, nel 1924, un incidente la obbligò a un periodo di riposo forzato. Fu in questo frangente che si avvicinò al cinema e alla montagna, prima come attrice, in seguito anche come regista e produttrice.
Noto è il suo essersi prestata alla propaganda nazista – Il trionfo della volontà e Olympia ne sono l’espressione – un’ideologia in cui rispecchiava quella ricerca della bellezza inebriante che caratterizzò tutta la sua vita.
Ai tempi di questo libro, però, Leni è agli esordi come attrice e il Bergfilm esprime se stesso a livelli altissimi, con attori e tecnici che corrono rischi non dissimili da quelli degli alpinisti dell’epoca. Produzioni come L’inferno bianco del Piz Palù e La montagna dell’amore sono tra le sue più celebri interpretazioni.
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